Solo nei tempi supplementari il Liverpool è riuscito a piegare la resistenza del Cska di Mosca nella partita che assegnava la Supercoppa europea. I russi infatti erano passati in vantaggio alla mezzora del primo tempo con una bella rete di Carvalho. Vantaggio giusto, visto che i russi avevano iniziato meglio dei Reds.
La svolta nella ripresa, con l’ingresso in campo di Cissè: a otto minuti dalla fine, quando forse le cose lasciavano intendere che i russi avrebbero potuto portare a casa il risultato, su un lunghissimo rilancio del portiere, Cissè si avventava sul pallone e con una fortunata carambola riusciva pareggiare.
Si andava ai supplementari. Una maglia larga della difesa russa permetteva a Cissè di raddoppiare e nel secondo tempo supplementare lo stesso Cissè se ne andava sulla fascia destra, dove crossava al centro per il liberissimo Garcia che insaccava di testa. Il Cska in precedenza aveva rischiato di pareggiare.
Con questa vittoria i Reds rilanciano le proprie ambizioni europee: il Chelsea è avvertito, visto che il Liverpool troverà i blues nel girone di Champions in una sfida tutta britannica.
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Nel silenzio dello stadio di San Siro ma con Moratti, Facchetti e Tronchetti Provera in versione ultrà, l’Inter sbriga la pratica Shakhtar Donetsk e raggiunge la fase a gironi della Champions League. Dopo il 2-0 dell’andata, i nerazzurri non vanno oltre l’1-1 ma tanto basta per continuare la propria avventura in campo europeo. La partita non è bella, ma molto è dipeso dall’atmosfera desolata del “Meazza”.

L’Inter ha iniziato a pagare gli incidenti della scorsa Champions, quando nella gara di ritorno dei quarti di finale contro il Milan gli incidenti provocati dai tifosi nerazzurri portarono alla sospensione del match. Partita a porte chiuse quindi per gli uomini di Mancini, che comunque hanno potuto contare sul supporto dei propri dirigenti, che si sono presentati sugli spalti con le maglie nerazzurre. Certo, non è la stessa cosa che avere 80mila tifosi, ma almeno questa curiosa iniziativa ha reso un po’ meno pesante un’atmosfera assolutamente irreale.
I nerazzurri iniziano bene la sfida con gli ucraini costringendoli nella propria metà campo. Ma a creare il primo pericolo è lo Shakhtar al 7′ con Elano, che di piatto destro su un cross di Rat mette in apprensione la difesa dell’Inter. I nerazzurri non si scompongono e dopo sei minuti trovano il gol che sembra chiudere il discorso qualificazione: gran sinistro di Recoba dal limite, Lastuvka si tuffa in modo goffo e la palla si insacca alle sue spalle.
Sorride in tribuna Moratti, che ha scelto di indossare proprio la maglia del suo pupillo. La partita sembra quindi in discesa per l’Inter, ma gli ucraini sanno di non avere nulla da perdere e si tuffano in attacco. I nerazzurri, dal canto loro, mollano un po’ la presa e al 25′ arriva il pareggio dello Shakhtar: bella azione sulla destra di Marica che arriva sul fondo e mette in mezzo, sulla palla arriva Elano che non si fa pregare e sigla la rete dell’1-1. Gli uomini di Lucescu prendono coraggio e continuano ad attaccare anche se l’unico pericolo per la porta di Julio Cesar è un tiro centrale di Tymoshchuk. Prima dell’intervallo si rivede l’Inter con una bella punizione di Recoba.
Nella ripresa i nerazzurri scendono in campo con lo spirito dei primi minuti e al 7′ si vede finalmente una bella combinazione che porta Solari al tiro per due volte consecutive, ma in entrambe le occasioni Lastuvka si oppone bene. Lo Shakhtar cala con il trascorrere dei minuti e lascia spazio all’Inter, che però si limita a controllare la partita, fatta eccezione per qualche fiammata. Come succede per esempio intorno alla mezz’ora, quando prima Materazzi, poi Adriano e infine Recoba provano a mettere in apprensione Lastuvka. Ma le squadre sono ormai molto stanche e nel silenzio irreale di San Siro il match si spegne, consegnando ai nerazzurri il tanto sospirato accesso alla fase a gironi della Champions.
INTER (4-4-2): Julio Cesar; J.Zanetti, Cordoba, Materazzi, Wome; Stankovic (1’st Pizarro), Veron (28’st Zè Maria), Cambiasso, Solari; Adriano (36’st Cruz sv), Recoba.
In panchina: Toldo, C.Zanetti, Favalli, Samuel.
Allenatore: Mancini .
SHAKHTAR DONETSK (4-4-2): Lastuvka;
Srna, Ubschman, Lewandowski, Rat; Duljaj (41’st Fernandinho sv), Tymoshchuk, Matuzalem; Marica (26’st Byelik), Brandao, Elano (20’st Jadson).
In panchina: Pletikosa, Barcauan, Vukic, Stoican.
Allenatore: Lucescu.
ARBITRO: Fandel (Germania).
RETI: 13′pt Recoba, 25′pt Elano
NOTE: cielo sereno, campo in discrete condizioni. La partita si è giocata a porte chiuse. Ammoniti: Veron, Solari, Materazzi. Angoli: 2-2. Recupero: 1′, 2′.
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Il Consiglio federale boccia la richiesta del Napoli di rinviare le gare di campionato Acireale-Napoli (C1), e Catanzaro-Vicenza (B). Questa la motivazione: “Allo stato attuale non sono intervenuti provvedimenti da parte di organi sportivi o giurisdizionali che ostino all’inizio dei campionati e la disputa della gare in calendario il 27 e 28 agosto”. Il Napoli aveva inoltrato tale richiesta in seguito alla decisione del Consiglio di Stato di rivedere l’iscrizione al campionato di Vicenza e Pescara. Si giocher� quindi regolarmente la partita Acireale – Napoli in programma domenica allo stadio Tupparello alle ore 15.
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”Cercheremo di percorrere la strada piu’ veloce per riportare il Napoli in B.
Se la Figc non dovesse sospendere le gare di Napoli, Pescara e Vicenza faremo noi una richiesta al Consiglio di Stato per sospendere le suddette gare”. Lo ha detto, intervenendo oggi alla trasmissione radiofonica Marte Sport Live, l’avvocato Paolo Minervini che insieme al collega Mattia Grassoni sta seguendo le vicende relative al possibile ripescaggio del Napoli in serie B. ”Il commissario ad acta – ha ripreso l’amministrativista – e’ un organo del giudice che deve compiere una sola attivita’; non e’ un commissariamento della Figc. Potrebbe arrivare qualche notizia sulla posizione della Figc in merito alla sospensione delle partite di Napoli, Vicenza e Pescara. Mi aspetto un gesto di buon senso dalla Figc. Credo che potremmo avere un buon risultato davanti al Consiglio di Stato”.
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UDINESE – SPORTING LISBONA 3-2
UDINESE (3-5-2): De Sanctis 6.5; Bertotto 6, Natali 6, Felipe 6; Zenoni 5.5 Obodo 6.5, Vidigal 5.5, Muntari 6.5 (25’st Mauri 6), Candela 5.5; Di Natale 6.5 (37’st Barreto 6.5), Iaquinta 6.5.
In panchina: Paoletti, Sensini, Juarez, Motta, Pieri, Rossini.
Allenatore: Cosmi 6.5.
SPORTING LISBONA (4-4-1-1): Ricardo 4.5; Rogerio 5.5 (36’st Pinilla 6), Polga 6, Beto 6, Tello 5 (1’st Edson 6.5); Moutinho 5.5, Rochemback 5.5; Loureiro 5, Douala 6.5; Sa Pinto 5 (1’st Deivid 5.5); Liedson 6.
In panchina: Nelson, Tonel, Miguel Garcia, Nani.
Allenatore: Peseiro 5.
ARBITRO: Hauge (Norvegia) 5.5.
RETI: 23′pt Iaquinta (rig.), 35′pt Natali, 39′pt Douala, 46’st Barreto, 47’st Pinilla.
NOTE: cielo sereno, terreno in discrete condizioni.
Spettatori: circa 30.000.
Ammoniti: Felipe, Candela, Bertotto.
Angoli: 5-2 per lo Sporting Lisbona.
Recupero: 3′, 5′.
E alla fine l’Udinese ce la fa, ottava squadra italiana a entrare nella fase a gironi della Champions League, superando 3-2 lo Sporting Lisbona nel preliminare di ritorno, dopo l’1-0 dell’andata.
La partita sta tutta nella difesa gladiatoria di Bertotto che colpisce di testa senza esitazione nonostante una fasciatura degna di un reduce (a protezione dei recenti 40 punti di sutura subiti), negli affondi generosi di uno strenuo Iaquinta, nella gestualit� di Serse Cosmi, autentico dodicesimo, come se la partita fosse un incrocio perennemente pericoloso. Avanti, avanti, fa cenno ai suoi, e avanti l’Udinese ci va, ma con giudizio. Salvo quattro minuti di sbandamento, subito dopo il 2-0, quando lo Sporting approfitta del calo di tensione friulano e si porta sul 2-1. Poi, nella ripresa, l’Udinese avanti ci va poco, ma stringe i denti e chiude gli spazi, imbullonandosi ai tacchetti risultato e qualificazione con feroce determinazione.
L’inizio della gara � di marca friulana: la squadra parte forte, decisa a non limitarsi alla difesa dell’1-0 firmato Iaquinta all’andata. Muntari coglie l’esterno del palo gi� dopo 3 minuti, e poi c’� ancora tanta Udinese prima del bis concesso da Iaquinta, che al 23′ replica il gol messo a segno in Portogallo, realizzando di destro su calcio di rigore (Ricardo aveva commesso fallo sullo stesso attaccante lanciato a rete). Al 35′ il raddoppio: Muntari dalla bandierina, Natali di testa colpisce forte e teso, piegando anche le mani di Ricardo, che in tuffo tocca il pallone ma goffamente se lo lascia scivolare via. Poi l’Udinese rifiata, forse si crogiola un po’, e lo Sporting, che gi� in partenza aveva infoltito il centrocampo rinunciando a una punta, subito la riporta alla realt�: al 39′ Douala infila un destro velenoso siglando il 2-1.
L’Udinese incassa ma non vacilla, e conclude il primo tempo come se nulla fosse. Ossia, col piglio autoritario e orgoglioso dei primi minuti, come a dire che non basta una rete al passivo a modificare i suoi programmi. E infatti nella ripresa si presenta con lo stesso undici, e soprattutto la stessa umilt� e voglia di entrare nella Champions con la C maiuscola. Ma non con la stessa rocciosa tranquillit�, colpa anche dell’ingresso in campo di Deivid, che semina il panico fra le fila friulane. Ne nasce una seconda frazione sofferta e tesa, in cui anche la stanchezza sembra frenare un’Udinese in chiara difficolt� di fronte ad avversari pi� avanti nella preparazione. Ma non appena ritrova un po’ di calma, l’Udinese non rinuncia a ripartire, pur riuscendo raramente a pungere. Pirotecnico il finale: nei 4′ di recupero concessi dal norvegese Hauge va a segno Barreto su assist di Iaquinta, poi Pinilla sigla il 3-2 finale, mentre Obodo colpisce a colpo sicuro la traversa e Bertotto si fa ammonire. Ma anche la capacit� di soffrire � una gran dote, e l’Udinese ne ha profusa tanta da meritare la Champions, quella con la C maiuscola.
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Mancano quattro giorni all’inizio del campionato di serie C1 ma in casa Napoli l’incertezza continua a farla da padrona. Tra ricorsi, richieste di rinvio di partite e l’attesa per le decisioni del Consiglio di Stato – in programma il prossimo 30 agosto – il via del campionato, previsto per domenica e’ l’unico punto fermo. La squadra, che ieri ha ripreso la preparazione in vista dell’esordio esterno di domenica ad Acireale, e’ al lavoro e sta preparando una partita che potrebbe anche non giocarsi in virtu’ della richiesta fatta alla Figc ed alle Leghe di Milano e Firenze, dai legali del presidente Aurelio De Laurentiis di rinviare la partita di serie C1 Acireale- Napoli e Pescara- Torino e Catanzaro-Vicenza, in serie B. Tale richiesta verra’ esaminata domani dal Consiglio federale. Anche il tecnico partenopeo, Edy Reja spera domenica di non dover giocare, non perche’ ai suoi manchi la condizione ma perche’ questo vorrebbe dire che si e’ riaperto uno spiraglio per la serie B. ”Domenica – ha sottolineato l’allenatore – speriamo tutti di non dover giocare e speriamo nella giornata di domani di avere dei segnali. Comunque noi siamo pronti per partire qualunque sia il campionato. E’ chiaro che se dovessimo trovarci in una serie superiore dovremmo andare a bloccare altri giocatori. Mi piacerebbe avere questo tipo di problema”. Il tecnico ammette che, in qualsiasi caso qualche ritocco alla squadra va fatto sia in difesa sia a centrocampo anche se i suoi fino ad ora sono apparsi brillanti. ”Per vederli giocare sempre cosi’ – ha concluso – metterei la firma. Ora voglio delle verifiche dai miei visto che abbiamo, fino ad ora, sempre giocato in casa con il pubblico che ci spinge e con tante motivazioni in piu’. Sappiamo di essere tra i favoriti ma i campionati si vincono sul campo e noi abbiamo bisogno di maggiore cattiveria sotto rete per concretizzare tutte le nostre azioni”.
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