E’ morto il celebre giornalista sportivo Giorgio Tosatti, dopo i postumi di un trapianto di cuore subìto a Pavia nell’ottobre scorso. Storico direttore del Corriere dello Sport (suo il titolo “Eroici” nel giorno del mondiale ‘82), Tosatti fu poi commentatore tv ed editorialista del Corriere della Sera. Non aveva ancora 70 anni, era nato a Genova il 18 dicembre 1937. Se n’è andato in uno strano mercoledì di campionato, lascia la moglie e due figli.
Figlio di Renato, giornalista sportivo morto al seguito del Grande Torino nella tragedia di Superga, Tosatti iniziò la sua carriera a Tuttosport, per diventarne presto caporedattore. In seguito diventò caporedattore e poi direttore del Corriere dello Sport, giornale che lasciò nel 1985.
“Il calcio sputa veleno e si veste, ogni domenica, di violenza. Si sfogano negli stadi le inquietudini e i rancori di un’ epoca incerta. Una classe dirigenziale sempre più modesta contribuisce a esasperare le masse: si leggono e si ascoltano dichiarazioni infantili”. Sembra attualità, ma è anche l’ attacco di un suo pezzo uscito sul Corriere dello sport nel febbraio 1969. Mai un urlo, mai una parola sopra le righe: Tosatti si distinse, insieme a pochi, nel panorama nevrotico e spesso violento del calcio di oggi.
Struggente il suo ricordo dei funerali della squadra granata, che furono anche i funerali di suo padre, quando lui aveva 12 anni. La foto di copertina del suo ultimo libro (Valentino Mazzola che annoda gli scarponcini a un piccolo, sorridente Sandro) evoca un doppio dolore , quello di una nazione, di una città, e quello di una famiglia.
Incapace di piangere e quasi compiaciuto dalle tante corone che ornavano il carro funebre di suo padre, Tosatti ne ereditò l’amore per lo sport. Iniziò la gavetta a “Tuttosport” (direttore il mitico Carlìn), poi fece presto carriera e si affermò come un fuoriclasse puro.
Molto triste il suo ultimo anno vita. Sfiorato dal fango di Calciopoli (per una telefonata a Moggi in cui chiedeva notizie) Tosatti fu operato al cuore. Poi il calvario: solo una settimana a casa a Natale, un nuovo ricovero, le complicazioni, la morte.
Messaggi di cordoglio sono arrivati da molte autorità politiche e sportive: tutti sottolineano la passione sportiva e l’impegno civile di Tosatti. Il segretario generale del Coni Pagnozzi ha commentato: “Tutto lo sport italiano deve qualcosa a Giorgio, sono certo che sapremo tributargli il giusto riconoscimento affinchè il suo nome venga ricordato e come la sua famiglia, che ha tanto sofferto negli ultimi mesi, merita”.
Fra rimonte dell’ultimo minuto e sorprese, nel mercoledì di campionato si infiamma la lotta per il quarto posto Champions. La Roma non va oltre il pari su un campo tradizionalmente minato come quello del Chievo, il Milan rattoppato e con Ronaldo a mezzo servizio esce con identico risultato dal Barbera di Palermo, ne approfitta che ne rifila tre a un Catania che crolla nel finale all’Olimpico. I biancocelesti allungano a +3 sul Milan e “intravedono” a cinque punti più su il Palermo.
Inattesa frenata della Roma sul campo del Chievo, che una volta di più si conferma terreno ostico per i giallorossi. Un anno fa finì 4-4, stavolta “solo” 2-2, con il Chievo inizialmente in vantaggio 2-0: ai gol di Bogdani e Semioli ha risposto Totti (nella foto) con una doppietta. Il capitano della Roma allunga in vetta alla classifica cannonieri con 16 reti.
Del pari della Roma non approfitta il Palermo, che in casa si tiene stretto lo 0-0 contro un Milan sempre più agguerrito. Con mezza difesa ai box e Ronaldo partito dalla panchina, il Milan ha a tratti dominato al Barbera, sbagliando un rigore con Kakà nel primo tempo e cogliendo nella ripresa una traversa con Ronie, entrato a gara in corso. Le rivali sono avvertite: la squadra di Ancelotti vuole il passi per la prossima Champions.
Una ripresa fatta di orgoglio e un pizzico di fortuna permette alla Lazio di battere 3-1 il Catania e corroborare il quarto posto. I siciliani, subito avanti grazie a un gol di Colucci, hanno avuto il match in mano per almeno un’ora, poi Pandev e Siviglia hanno capovolto il risultato. A tempo quasi scaduto il gol di Rocchi, che ha punito eccessivamente la buona prestazione rossazzurra all’Olimpico.
Finisce 1-1 la sfida tra le squadre più in forma del campionato. Succede tutto nella ripresa, con il vantaggio calabrese firmato Foggia e il pari viola su rigore calciato da Mutu.
Continua la favola di Gigi Cagni e il suo Empoli. A fare le spese del momento d’oro dei biancoblu è il Messina di Cavasin, sempre più alle prese con una classifica da brivido. Una doppietta di Saudati e un gol di Marzoratti hanno condannato i siciliani, a segno con Alvarez che ha concesso il bis dopo domenica scorsa.
Se domenica sera la Samp poteva recriminare eccome per l’immeritata sconfitta con il Milan, oggi Novellino deve ringraziare la provvidenza. Anzi, a dirla tutta, ringrazi l’arbitro Orsato, che ha concesso sull’1-1 un rigore inesistente ai blucerchiati: trasformazione decisiva di Volpi e sorpasso anche in classifica.
Risultato a occhiali per un derby toscano in cui dividersi la posta sembrava la cosa più saggia. Ma più dei calcoli hanno potuto i legni della porta del Livorno, colpiti dai senesi Antonini e Cozza.
De Biasi batte Giampaolo nella gara dei ripensamenti. Ci pensa Bovo con un colpo di testa a dare un po’ di tranquillità alla piazza granata. Per il tecnico del Cagliari, una buona prova della squadra ma zero punti.
Sonetti e Ranieri non si fanno male. Finisce senza gol ma il Parma si mangia le mani per le occasioni sfiorate da Budan e Muslimovic.
Stasera Inter-Udinese.
C’è una figurina preziosa, nel suo genere, come la Gioconda di Leonardo. Una bestemmia? Non a giudicare dal prezzo pagato per accaparrarsi l’effige del giocatore di baseball Honus Wagner: 2,35 milioni di dollari, inutile dirlo, un primato assoluto. Altro che Pizzaballa, la figurina che nel 1964 fece impazzire migliaia di ragazzini che quell’anno non riuscirono a terminare l’album, perché l’allora portiere dell’Atalanta era introvabile.
In America, il collezionismo è un virus contagioso: niente gioco del muretto o scambi nei gabinetti delle scuole, le figurine qui sono faccende da adulti e un passatempo costosissimo. La foto un po’ sbiadita di Honus Wagner con la maglia dei Pittsburgh Pirates del 1909, uno dei più grandi giocatori delle Major League nel primo ventennio del secolo scorso (per otto stagioni su ventuno da lui giocate vinse la classifica di miglior battitore), rappresenta l’esempio più calzante, anche se molte altre figurine si vendono ormai nell’ordine delle decine di migliaia di dollari.
Wagner è quasi introvabile: pare esistano in circolazione solo una sessantina di altri esemplari. La ragione di tale rarità ha motivi nobili: quando uscì, venduta all’interno di confezioni di tabacco, Wagner, evidentemente contrario al consumo di quel prodotto, si oppose all’idea di associare il suo nome al fumo e alla masticazione delle foglie, e ne bloccò la produzione. Quella piccola cartolina, ancora ben conservata, era stata comprata nel 1991 da Wayne Gretzky, campione dell’hockey ghiaccio assieme al proprietario dei Los Angeles Kings (Nhl), Bruce McNall, per una cifra che stabilì subito un primato: 451mila dollari.
Primato sbriciolato nel 2000 quando i due l’ avevano rivenduta per 1,265 milioni e lunedì quando è stato stabilito il nuovo indiscutibile record mondiale. La “Gioconda”, la “Regina delle figurine”, “Il Santo Graal”, ecco i nomi più celebri con cui si fa riferimento alla figurina. Neppure Honus, nato vicino a Pittsburgh da emigranti bavaresi, poteva sospettare che per via di quella sua ferma opposizione a uno dei vizi più diffusi all’epoca in cui il cancro era ancora un male semisconosciuto, sarebbe diventato prezioso come un quadro del Louvre.
Nessuna lesione per il portiere del Napoli, Gennaro Iezzo. L’estremo difensore azzurro, che non ha preso parte all’ultima gara dei partenopei contro la Triestina, potrebbe recuperare in tempi brevi. L’ecografia alla quale si e’ sottoposto ha evidenziato solo un lieve stiramento del gemello della gamba destra.
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