Walter Mazzarri (nella foto) ha firmato un contratto di due anni con la Sampdoria che darà l’annuncio ufficiale del nuovo tecnico solamente domani, visto che questa sera la squadra blucerchiata gioca un’amichevole con il Savona ed in panchina ci sarà ancora Novellino.
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Una volata anomala quella della 18a frazione del Giro d’Italia. La vince il più forte. La vince Alessandro Petacchi (nella foto) che raggiunge così Francesco Moser a quota 23 tappe vinte nella speciale classifica dei plurivittoriosi della storia del Giro d’Italia.
Uno sprint lunghissimo, partito a 800 metri dal traguardo a causa della caduta di due corridori dellAg2r che avevano preso lultima curva a velocità pazzesca e che sono finiti inevitabilmente sulle transenne.
Ale Jet resta in piedi ma senza treno. Tosatto si avvantaggia di una decina di metri ma il capitano della Milram si alza sui pedali e decide di partire da lontanissimo. Una progressione incredibile che lo porta a tagliare il traguardo con le braccia alzate per la quarta volta in questo Giro d’Italia.
Gli restano dietro solo Richeze, secondo, e Breschel, terzo. Poi Fothen e Gatto.
Prima dello sprint c’è da raccontare poco. L’unica fuga di giornata è vissuta sull’iniziativa di 7 corridori, Vila, Corrilo, Ignatiev, Gourov, Engels e Berthou, tenuti sempre lì a non più di due minuti e ripresi a 10 km dall’arrivo dal groppo maglia rosa che puntava, ovviamente, alla volata finale.
In classifica generale non cambia nulla con la maglia rosa sempre sulle spalle del leader Danilo Di Luca.
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Per la quarta volta (1999, 2003 e 2005) San Antonio si qualifica alla finalissima NBA: gli Spurs conquistano infatti il titolo della Western Conference battendo in gara-5 Utah per 109-84. Dopo aver eliminato Denver e Phoenix nei precedenti turni dei playoff, la franchigia texana si è concessa il lusso di cedere ai Jazz solo gara-3 a Salt Lake City, chiudendo così la serie sul 4-1. Grande protagonista Tim Duncan, il solo giocatore ad aver partecipato alle precedenti campagne vittoriose precedenti, autore di 21 punti.
Per San Antonio gara-5 è stata una semplice formalità: aiutati dai molteplici errori degli ospiti, gli Spurs a due minuti della fine del primo quarto erano già avanti 30-11, dopo aver inflitto un pesante 14-0 nei primi terribili minuti di gioco. In una partita a senso unico, con i Jazz sempre in affanno e costretti a inseguire (al massimo sono arrivati a -15), coach Gregg Popovich ha potuto ruotare la squadra e dare spazio a tutti.
Tra i migliori in campo Tony Parker con 21 punti (7/13 al tiro), 5 rimbalzi e 5 assist. “Abbiamo giocato veramente bene” ha dichiarato a fine incontro il francese “La vittoria si costruisce fin dal primo quarto. Se si tira bene e si ha fiducia, si gioca bene fin dall’inizio. Avere una settimana di riposo ora è una buona cosa visto che il nostro è un gruppo di ‘veterani’”.
In attesa di scoprire chi tra Detroit e Cleveland li sfiderà nella finalissima gli Spurs approfitteranno di una settimana di riposo: le ostilità riprenderanno il prossimo 7 giugno proprio in Texas.
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Nessuna multa, e tantomeno nessuna penalizzazione nei confronti della McLaren. Gli ordini di scuderia giunti dal muretto a Hamilton (”non superare Alonso”) non sono stati considerati dalla Fia una procedura contraria al Codice Sportivo Internazionale. Per cui se lo spagnolo è rimasto davanti all’inglese non si è trattato di un gioco di squadra, bensì per questioni tecniche.
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Gianpaolo Pazzini, Giuseppe Rossi, Raffaele Palladino, Riccardo Montolivo e Alberto Aquilani. Sono questi i 5 nomi “altisonanti” nella lista del ct dell’Under-21 Pierluigi Casiraghi in vista della rassegna continentale che prenderà il via il 10 giugno in Olanda.
Gli Azzurrini sono chiamati a cancellare la brutta figura dello scorso anno quando vennero eliminati nella fase gironi a causa della sconfitta del confronto diretto con l’Olanda che poi si guadagnò il titolo europeo.
Casiraghi nella terra dei tulipani dovrebbe affidarsi ad un 4-1-4-1 con un reparto difensivo compatto fondato sull’esperienza di Chiellini e Potenza, lasciando così spazio all’inventiva dei fantasisti in fase offensiva con Pazzini nel ruolo di punta centrale di riferimento.
LA LISTA DEI CONVOCATI
PORTIERI: Andrea Consigli (Sambenedettese), Gianluca Curci (Roma), Emiliano Viviano (Brescia).
DIFENSORI: Marco Andreolli (Inter), Michele Canini (Cagliari), Giorgio Chiellini (Juventus), Andrea Coda (Udinese), Domenico Criscito (Genoa), Andrea Mantovani (Chievo), Alessandro Potenza (Fiorentina), Andrea Raggi (Empoli).
CENTROCAMPISTI: Alberto Aquilani (Roma), Luca Cigarini (Parma), Andrea Dessena (Parma), Andrea Lazzari (Piacenza), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Antonio Nocerino (Piacenza), Simone Padoin (Vicenza), Alessandro Rosina (Torino).
ATTACCANTI: Raffaele Palladino (Juventus), Gianpaolo Pazzini (Fiorentina), Graziano Pellè (Cesena), Giuseppe Rossi (Parma).
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Doveva essere la salita più dura del Giro, forse la più dura d’Europa; doveva essere, soprattutto, la tappa decisiva: vera la prima affermazione, molto meno la seconda perché a parte il prevedibile ko di Mazzoleni la classifica generale si è mossa poco, premiando la tenacia di Danilo Di Luca che continua a superare tutti gli ostacoli in attesa del traguardo di Milano.
La corsa prende vita dopo una ventina di chilometri con lo scatto di un gruppetto di 12 corridori tra i quali Bettini e Baliani, il primo in cerca di punti per la maglia ciclamino, il secondo in corsa per la maglia verde. Il vantaggio dei fuggitivi cresce fino ad oltre 5 minuti sul Gran Premio della Montagna del Passo Monte Croce di Comelico.
Poi la discesa fino a Santo Stefano, il traguardo Garibaldi a Sappada, il GPM di Tualis e la discesa fino ad Ovaro prima di iniziare “finalmente” l’ascesa verso lo Zoncolan. Il gruppo si fraziona sempre più fino a quando rimangono solamente cinque: Di Luca, Simoni, Cunego, Piepoli e Schleck, mentre in testa alla corsa c’è Cioni.
Dopo 5 chilometri di “studio” è Gilberto Simoni a prendere l’iniziativa scattando in solitaria: Di Luca non risponde e dopo qualche momento perde contatto anche da Schleck che pedala con una facilità impressionante e si porta a ruota Piepoli mentre Cunego rimane un po’ piantato.
Schleck continua a spingere e va a prendere Simoni componendo così il terzetto (con Piepoli) che vola verso l’arrivo superando anche Codol, l’highlander dei fuggitivi. A 150 metri dall’arrivo Piepoli scatta e si porta dietro il suo capitano che va a vincere allo Zoncolan come nel 2003 guadagnandosi il terzo posto in classifica generale alle spalle della maglia rosa Danilo Di Luca che giunge al traguardo con 29″ di ritardo e mantiene un bel vantaggio su Schleck (oggi 3° a 7″).
Eddy Mazzoleni, secondo nella generale alla partenza di Lienz, perde 2′26″ sullo Zoncolan ed esce dal podio. Ko anche Riccò, staccato di 2′11″, mentre tiene fino in fondo Damiano Cunego (36″ da Simoni).
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