E’ ufficiale, la Ferrari è tornata competitiva. Felipe Massa (nella foto) a Magny-Cours conquista la pole position del Gran Premio di Francia battendo per solo 70 millesimi il nuovo fenomeno del Circus, Lewis Hamilton, e di 223 millesimi il compagno di squadra Kimi Raikkonen. Massa torna così davanti a tutti per la quarta volta in stagione, la settima in carriera, non gli capitava dal Gran Premio di Spagna a Barcellona. Hamilton invece, dopo aver messo tutti in fila in Canada e a Indianapolis e anche nelle prove libere di stamattina, deve “accontentarsi” della prima fila ma sicuramente non sarà dispiaciuto dell’inconveniente capitato al compagno di squadra Fernando Alonso, che lo insegue a 10 punti in classifica mondiale.
Il campione del mondo all’inizio dell’ultimo quarto d’ora di qualifiche, quello decisivo, si è dovuto fermare per problemi al cambio e in griglia partirà quindi decimo. Tuttavia, se dovesse cambiare il motore, come facevano temere degli sbuffi di fumo che uscivano dal posteriore della sua vettura, si ritroverebbe addirittura ventesimo.
In seconda fila con Raikkonen partirà uno straordinario Robert Kubica che dopo il tremendo incidente di Montreal si è piazzato quarto. Terza fila tutta Renault con Giancarlo Fisichella davanti a Heikki Kovalainen, seguono Nick Heidfeld, Jarno Trulli, che ha rubato la top ten al compagno di squadra Ralf allo scadere del Q2, e Nico Rosberg. Domani grande lotta tra le Ferrari e Hamilton ma attenzione alla rabbia che avrà sicuramente in corpo Alonso per il fatto di partire più indietro dei suoi avversari e del suo arrembante compagno…
Il Dottore è tornato. Gara da vero fenomeno di Valentino Rossi (suYamaha nella foto) che compie un’impresa eccezionale. Dopo le prove, bagnate, di venerdì, il pesarese si era dovuto accontentare di partire dall’undicesimo posto. Gara all’attacco per il sette volte campione del mondo, che compie una serie impressionante di sorpassi, infilando man mano tutti i piloti prima di lui.
Partenza fantastica di Stoner (Ducati) che brucia Vermeulen (Suzuki) e si porta al comando imponendo un ritmo elevatissimo di gara e creando subito il vuoto. Il solo Hopkins sull’altra Suzuki, inizialmente, sembra tenere il ritmo dell’australiano, ma dalle retrovie stava partendo la rimonta di Rossi. Dieci i sorpassi del Dottore che gli consentono di portarsi a ridosso del leader del mondiale Stoner. Duello intenso, equilibrato, con Stoner che riesce a contenere la foga dell’italiano fino a tre giri dal termine. Rossi sceglie la traiettoria migliore e con un sorpasso spettacolare si porta in testa della corsa. Una volta superato, Stoner non riesce a tenere il passo del pesarese che si invola verso il traguardo vincendo il suo terzo Gp della stagione. Vittoria che gli mancava da quasi un mese (Gp d’Italia) e che gli consente di affrontare con più ottimismo la corsa verso il titolo mondiale.
Completa il podio di questa avvincente gara l’ottimo, e campione del mondo in carica, Hayden (Honda) davanti al compagno di squadra Pedrosa. Malissimo gli italiani: nonostante il quarto posto in griglia di partenza Melandri (Honda) chiude decimo, mentre è costretto al ritiro lo sfortunato Capirossi tradito dalla sua Ducati.
A metà campionato la lotta per il titolo di campione del mondo è ancora apertissimo. Stoner è sempre in testa con 185 punti, con Rossi che insegue a -21. Terzo Pedrosa (-66), probabilmente già tagliato fuori. Il titolo quindi è solo un affare per due, come del resto lo è stata questa prima parte della stagione: 9 gran premi, 5 vittorie per Stoner, 3 quelle di Rossi con la parentesi Vermeulen in Francia.
Un’iniezione di fiducia straordinaria questo successo, che restituisce fiducia e serenità sia al Dottore che al team Yamaha. Dopo una gara, e una rimonta, del genere nulla è impossibile, mentre Stoner e la Ducati fanno sicuramente meno paura.
Nelle qualitiche del GP d`Olanda, Chris Vermeulen (nella foto) centra la pole sotto il diluvio: secondo Casey Stoner. Il re della pioggia e` lui. L`australiano della Suzuki, dopo il successo ottenuto a Le Mans sotto una pioggia battente, ha centrato la pole ad Assen in condizioni meteo davvero proibitive. Tra i grandi, si salva solo il solito Casey Stoner, capace di arrivare secondo e di regalare all`Australia le prime due posizioni. A chiudere la prima fila, grazie a un ultimo giro sorprendente, e` invece il francese De Puniet. La sua Kawasaki ha in extremis soffiato la terza piazza a Marco Melandri.
Sotto la pioggia si spengono le Yamaha. La migliore e` quella di Colin Edwards, quinto ma, soprattutto, ancora una volta davanti a Valentino Rossi. Il pilota di Tavullia e` arrivato solo undicesimo, dietro all`altro italiano in netta flessione, Loris Capirossi.
L`impressione e` che per Rossi sara` un`altro GP di passione, non tanto per i normali disagi che ha accusato a causa delle pioggia, quanto per il fatto che il suo rivale Stoner e` riuscito a centrare il tempo nonostante due brividi nei primi giri. L`australiano c`e`, Rossi no. E quest`anno sembra quasi una regola.
Avere 21 anni e realizzare già il proprio sogno nel cassetto. Chi non lo vorrebbe? Per tutti i sognatori oggi c’è una speranza in più, speranza data dall’esempio di Marco Belinelli (nella foto). La giovane promessa del basket italiano giocherà nel campionato più bello e difficile del mondo: la Nba. I Golden State Warriors lo hanno infatti scelto nei draft 2007, che a detta di molti è da considerarsi tra i più qualitativamente elevati dell’intera storia della Lega professionistica americana.
Cresciuto nelle giovanili della Virtus, Belinelli si è però affermato nelle ultime stagioni con l’altra squadra di Bologna: la Fortitudo. Determinante comprimario nello scudetto del 2005, baby leader nella finale persa del 2006, trascinatore mancato nel naufragio del 2007. In ogni caso uno dei giovani più interessanti del panorama cestistico italiano, nonchè titolare inamovibile della nazionale di Recalcati.
Il 21enne di San Giovanni in Persiceto segue le orme di un altro italiano, quell’Andrea Bargnani prima scelta assoluta lo scorso anno con di Toronto Raptors. Belinelli avrà dunque il compito di tenere alto l’onore italiano anche se il suo ruolo di guardia tiratrice pura gli renderà più difficile la strada alla ricerca di spazio, in un campionato dove di shooting guard ce ne sono da buttar via, ma la sua giovane età, coniugata alla sua intelligenza tattica e la già non trascurabile esperienza ai vertici europei, lo aiuteranno a migliorarsi e, speriamo, di imporsi.
Marco si sente già adatto al campionato a stelle e strisce e non vede l’ora di lavorare coi nuovi compagni: “Penso di essere pronto anche se dovrò lavorare molto per migliorarmi”. Il vero desiderio del giovane cestista italiano è però quello di affrontare, misurarsi e imparare dalle grandi stelle americane, una su tutte: Kobe Bryant. “Sono emozionatissimo all’idea di poter affrontare Bryant – ha confessato Belinelli – magari in futuro riuscirò anche a giocarci insieme, per me lui è un idolo.”
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