E’ praticamente ufficiale, Goran Pandev arriva al Napoli. Tra poco l’annuncio. Carlo Pallavicino, l’agente dell’attaccante ha concluso la trattativa nella sede della società nerazzurra...
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Sono state ascoltate alcune telefonate tra il centrocampista Emanuele Blasi, il suo agente Antonelli ed il padre del calciatore mentre dice: “Noi siamo ricattati, la posta in palio è alta e quindi dobbiamo fare un passo indietro. Ogni tanto bisogna abbassare la testa”. In un’altra intercettazione, lo stesso Blasi spiega ad Antonelli: “Se sto con te, non mi fanno firmare il contratto, si sono impuntati. Non mi fanno prendere i soldi. Io lo so che sono uomini di mer.da, ma ho degli interessi”.
Praticamente Moggi gli aveva proposto un contratto da 1,3 milioni con la Juventus, a patto che avesse revocato la procura con Antonelli e l’avesse data alla Gea.
Ecco le parole di Stefano Antonelli: “Manuele mi disse chiaramente che per avere il rinnovo del contratto doveva passare alla Gea”. Il momento centrale dell’udienza si è rivelata la testimonianza dello stesso Emanuele Blasi. Il giocatore del Napolo ha infatti detto che nelle telefonate di cui sopra si era inventato tutto pur di “liberarsi” del suo agente: “Le pressioni da parte della Gea sono tutte mie invenzioni. Ho pensato che fosse l’unico modo per liberarmi di Antonelli, con cui non avrei mai rinnovato il contratto con la Juve. In realtà, io non ero contento del suo lavoro e avevo preso contatti con Davide Lippi dicendogli che avrei dato a lui la procura se mi avesse consentito di rinnovare con la Juve a cifre maggiori”.. Dopo Fabio Capello e Antonio Giraudo, anche Emanuele Blasi rischia di finire sotto processo per falsa testimonianza e calunnia nell’ambito del processo Gea. Chiamato oggi a testimoniare, l’attuale giocatore del Napoli è apparso al pubblico ministero Luca Palamara poco sincero e la sua testimonianza è stata ritenuta “degna di attenzione” quando ha ammesso di aver detto nel 2005 al suo allora procuratore Stefano Antonelli che la Gea gli faceva pressioni e velate minacce perché abbandonasse lo stesso Antonelli e sottoscrivesse la procura con la Gea stessa.