E’ praticamente ufficiale, Goran Pandev arriva al Napoli. Tra poco l’annuncio. Carlo Pallavicino, l’agente dell’attaccante ha concluso la trattativa nella sede della società nerazzurra...
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Il 2008 Azzurro
di Bruno Marra
Gennaio, sussurra e grida di mercato. Pierpaolo Marino non lascia nulla all’immaginazione. Si siede al tavolo verde di Milano e chiama l’”All In”. Il Direttore mette giù il poker e sbanca il Quark Hotel. Arrivano Mannini, Santacroce, Navarro e Pazienza. In ordine di apparizione. I quattro dell’Apocalisse incarnano in pieno il prototipo di “acquisto prospettico” slogan che accompagna, dagli albori della ‘Resurrezione azzurra’, la strategia societarie.
Il primo acuto dell’anno arriva a febbraio. Dieci leoni ed un predatore: ‘Lupo’ Ezequiel Lavezzi. Il Napoli batte 3-1 l’Udinese con un affresco firmato “Pocho 7″. Una doppietta di Ezel che fa vibrare le corde del San Paolo. Un destro tagliente ed un colpo sotto che più che un cucchiaio sembra un’intera collezione di argenteria 800. Un fulmine dopo l’altro che incidono le stimmate di questo santino di Governador Galvez con la chioma fluente dei guerrieri medievali, il ghigno vispo di uno scugnizzo dei Quartieri e il talento di un predestinato. L’urlo è quello di una intera città che si stringe intorno al suo eroe. Viva Napoli e viva il Pocho.
E’ il mese che toglie qualsiasi affanno di classifica perché il Napoli batte anche il Livorno al Picchi con una doppietta di Calaiò e comincia un altro campionato, quello ambizioso senza assilli. Che si legittima il 2 marzo. Al San Paolo arrivano Gli Invincibili: l’Inter dei record che non perde in campionato da 11 mesi….
QUELLI DELLA NOTTE – La Napoli by night è una festa monotematica, una voce che parte dalla terra. Un rave party all’aperto sotto il cielo di Fuorigrotta che rievoca la suggestione delle arene gladiatorie. I Guerrieri della Notte si danno sempre appuntamento lì. Non c’è uno che sfugga al richiamo, non c’è uno che tema la kryptonite dell’evento, non c’è uno che non sia ebbro di adrenalina. Perché è guardando in faccia alle tenebre che si vede davvero la luce. Nessun nemico ha salvato lo scalpo e l’aria profuma di polvere. L’ultima sfida la conoscono tutti, l’hanno pure battezzata: i Guerrieri contro i Mostri. Napoli contro Inter. Quelli che non perdono mai, quelli che fanno terra bruciata, quelli baciati dalla grazia. Da troppo tempo. Troppo. I “SessantamiladelSanPaolo” aprono la bocca, i Guerrieri della Notte aprono il fuoco. La Pantera di Montevideo affonda radici classiche ed eleganti, s’inchina e fa roteare il sombrero, lungo, morbido, delizioso. Uno a zero per noi! Napoli milionaria. Il miracolo a Milano trasmigra a casa nostra con uno splendido corredo di sofferenza gladiatoria, pathos aristotelico, orgoglio napoletano. Un diagramma della felicità che finisce nel cuore del San Paolo . Fuorigrotta alza al cielo il canto degli Angeli, la canzone dell’amore: oje vita mia. I sogni annunciano la nuova alba.
IL SIGNORE DELLE TENEBRE E LA MARCH MADNESS – In America la chiamano “March Madness”: la follia di Marzo. In Italia l’adagio è antico e ossidato: Marzo è pazzo. A Napoli, per una volta, il concetto si sublima ed assurge ad elogio della follia. Nel mese consacrato alla “locura”, il network di gioia by Aurelio De Laurentiis riattacca il gancio in mezzo al cielo azzurro. Grandi coi grandi. Forti coi forti. Così sono i Guerrieri della Notte. Dopo l’Inter passa in bacheca pure il fregio della Fiorentina. Un altro gronchi rosa. Lavezzi stende la Viola con una doppietta in 8 minuti. Il Signore delle Tenebre. La Mala Pasqua non abita più qui. Spazzata via da un vento di splendida, meravigliosa pazzia. L’elogio della follia.
“NESSUN DORMA”, LA SETTIMA SINFONIA DEL SAN PAOLO – “Si ‘sta voce te sceta ‘int ‘a nuttata..”. E’ la “Voce ‘e notte” del San Paolo. L’urlo che non può finire prima che si sia compiuta la meraviglia. Perché ‘a nuttata non deve passare finchè non si spengono le luci. Il Napoli batte anche il Palermo in un extra time del brivido con un gol di Hamsik. Re Marek I. Il San Paolo incorona il nuovo sovrano del Regno delle due Sicilie! Il Fanciullino mette la testa in Paradiso e innalza al cielo l’urlo di Fuorigrotta al minuto 92. Gli azzurri bevono il settimo calice di nettare degli Dei al San Paolo. Sette vittorie su sette sotto le stelle di Fuorigrotta. Full, strike. Tutto. Il Napoli si prende tutto. I 40 punti tranquillità, il dominio assoluto dei Guerrieri della Notte. Il Regno delle due Sicilie è azzurro. L’ha unificato il nuovo sovrano: Re Marek I!
APRILE DOLCE STUPIRE – Il Napoli batte anche l’Atalanta al San Paolo e come Cornelia mostra i suoi gioielli: Hamsik e Lavezzi. Marek apre le urne dopo un’ora di gioco e il Pocho chiude il suffragio azzurro. E’ il plebiscito. La carezza del Fanciullino ed il Colpo di Fulmine. La meglio gioventù. Il Napoli dell’Era De Laurentiis-Marino continua a far quadrare i conti in sede di bilancio e contestualmente a cancellare i debiti con la storia in campo. Non battevamo la Juventus da 17 anni. Just do it. Fatto. Non vincevamo con la Fiorentina da 16 anni. Just do it. Fatto. Non si passava ad Udine da 20 anni. Just do it. Fatto. Ed a corredo c’è anche il fregio di essere stata la prima squadra ad aver battuto l’Inter campione d’Italia. Può bastare per impreziosire una stagione con emozioni inestimabili. Il Napoli che voleva stupire, just do it. L’ha fatto!
IL MAGGIO DEI MONUMENTI – “Era de Maggio”. Esattamente il 10 Maggio 1987. Il Napoli vinceva il suo primo scudetto. Ventuno anni ed un giorno dopo torna il Maggio dei Monumenti a Fuorigrotta. Gli azzurri battono il Milan 3-1! Le tre dita alzate al cielo, intinte nell’acqua santa per benedire l’ultima liturgia. Il Napoli si riprende l’anima del Diavolo nella Cattedrale del San Paolo. Fuorigrotta riscrive il sanscrito della gloria immortale e consuma il calice del Sacro Graal. Il Gotha del calcio si è fermato qui. Tutte giù per terra nello splendido girotondo napoletano. Non accadeva dai tempi d’oro. Da quando “Era de Maggio”. Il Paradiso ha smesso di attendere. Tutto nel giorno del Pampa Sosa che con le lacrime agli occhi gioca da protagonista l’ultimo capolavoro azzurro e saluta la sua gente. Il picco più alto dell’Era De Laurentiis: battuta la squadra più titolata del Pianeta. Napoli 3, campioni del Mondo 1! Gli azzurri si prendono l’anima del Diavolo. E’ il Maggio dei Monumenti.
IL RITORNO IN EUROPA E LE URLA DEL SILENZIO – Il Napoli chiude il campionato all’ottavo posto e guadagna l’Intertoto. Si torna in Europa dopo 14 anni. In estate arrivano i nuovi acquisti: Maggio, Rinaudo e Denis. Ai quali si aggiungerà Aronica. Gli azzurri fanno fuori Panionios, Vllaznia ed affrontano il Benfica in Uefa. Sfida che riporta al San Paolo il balsamo delle serate europee. Si vince 3-2 all’andata e si perde 2-0 al ritorno con un palo di Cannavaro che sta tremando ancora. Si esce dai campi internazionali con la schiena dritta ed un antipasto sulle ambizioni future. L’eco del ruggito azzurro si propaga sul campionato. Alla prima giornata pareggio in dieci uomi all’Olimpico di Roma con un fantastico gol di Hamsik. Ma il lancio di un petardo costa la chiusura delle curve in contumacia per 3 giornate al San Paolo. La prima si gioca con la Fiorentina. Il Napoli si adegua ad interpretazioni più o meno iperboliche e tira via dritto svoltando la “curva” a gran velocità. Per andarsi a prendere sul rettilineo della gloria il candido Giglio della signora in Viola. Napoli da urlare, da godere, da morire. Superati gli ostacoli, conquistato il primo successo del campionato. Stadio a strisce, un settore sì ed un altro no. E stadio di stelle, che non basterebbe l’Osservatorio, quello Astronomico, per contingentare la Galassia azzurra. Segna prima Hamsik, poi Maggio che va a fare l’inchino sotto la Curva vuota. Le urla del silenzio per il brivido più lungo di Settembre.
LA LUNA DI MIELE DI FUORIGROTTA – Il Napoli pareggia ad Udine 0-0 e si trova di fronte al primo match in notturna in campionato al San Paolo contro il Palermo. Butta giù il muro the “Hammer” Hamsik, il martello azzurro, il Manga boy con l’energia in forza centrifuga. E poi il Bacio della Pantera, Marcelo Zalayeta. E’ la prima notte del Napoli in questo campionato. Un amore che non finisce mai. La splendida, infinita, struggente “Luna di Miele” di Fuorigrotta. A Bologna arriva il Tanque del Trionfo. Il Napoli ringrazia Denis e conquista il decimo risultato utile consecutivo stagionale, la terza vittoria in campionato, la seconda consecutiva in quattro giorni ed il gol di “Benvenuto in Italia” per Gustavo German Denis al suo battesimo da goleador in campionato. Decide lui, al minuto 87. Il Carrarmato seppellisce tutta la difesa bolognese e stacca di testa il biglietto per il Paradiso.
LA SIGNORA ALL’OKTOBER FEST – La sconfitta di Genova è un raffreddore di stagione. Il18 ottobre arriva la Juventus. Al San Paolo c’è la febbre del sabato sera. Il Napoli ribalta la Signora nella notte di San Luca, evangelista iconoclasta che dipinge nel cielo il Trionfo della madre di tutte le sfide. Lavezzi 50 Special sfreccia via a destra che sembra “Il Sorpasso” in bianco e nero. Il sirventese è una rima baciata per il Fanciullino che fa esplodere la criniera. Mamma mia. Restate in piedi che non si va a letto senza Pocho. Il Divin gomitolo si lega la leggenda al dito e risolve il labirinto della felicità. E qui comando io, e questa è casa mia. Battemmo la Juve al San Paolo nell’ Ottobre scorso e lo abbiamo rifatto esattamente un anno dopo. E’ il Napoli, baby. Benvenuti all’Oktoberfest. Il cielo è azzurro sopra il destino!
COMANDA NAPOLI – Il Napoli infila il filotto. Dopo la Juve si inchinano la Lazio all’Olimpico e la Reggina a Fuorigrotta con la prima tripletta italiana di Denis. Gli azzurri se ne vanno per conto loro. Un avvio in Serie A migliore di questo nella storia l’aveva fatto solo il Napoli dell’89/90, quando Maradona e Careca si incontrarono “a Teano” nell’anno del secondo scudetto. E’ la nuova griffe del Rinascimento napoletano. In 3 mesi l’azzurro diventa abbagliante sfilando con orgoglio anche sul red carpet di San Siro dove tremano sia Inter che Milan. Pierpaolo Marino parla di ‘miracolo’. Ammantando di suggestione l’apparizione del Napoli nella Grotta della Champions che legittima pensieri stupendi e riveberi mistici. Gloria nell’alto della classifica e pace in terra agli azzurri di buona volontà.
LE MILLE E UNA NOTTE DEL SAN PAOLO – Nella prima di dicembre il Napoli batte il Siena 2-0 ed è un risultato storico perché si tratta della prima vittoria al San Paolo contro la contrada senese. Segnano Maggio e Denis, i due nuovi acquisti estivi per la prima volta a braccetto sul viale della gloria. E 6 giorni dopo arriva un altro anticipo notturno: al San Paolo Napoli-Lecce. Hamsik fa gol su rigore ed alza sette dita della mano sotto la curva. Sono i sigilli del Fanciullino, il centrocampista più prolifico d’Europa. E sono sette anche per German Denis, con una media goli-minuti che sembra quella di Ronaldo dei bei tempi. In mezzo c’è il battesimo di Michele Pazienza che mette la prima firma da goleador in maglia azzurra. Finisce 3-0. La legge non ammette ignoranza. Al San Paolo di notte si perde. Senza saper nè leggere e nè scrivere. Inter o Juve, Fiorentina o Udinese, Palermo o Lecce. La “giustizia” non conosce latitudine. Tutti uguali davanti alla Santa Inquisizione. E poco importa che si chiuda con l’amarezza di Torino. E’ il calcio. Ed il Napoli si prende il meglio guardando al 2009 con 30 punti, nel privee d’elite del campionato.
Una poesia chiusa in un pacco di Natale di qualsiasi millennio. Come il Sabato del Villaggio, la sera del dì di festa, perchè comunque vada, diomio, ci siamo anche noi nella devolution delle emozioni. Una città che ha subìto la recessione calcistica come una piaga d’Egitto, che neppure all’Oppio dei Popoli ha chiesto il contentino e che si è reinventata la Storia riprendendosela dal basso. In alto i cuori. Il Napoli è tornato. E stavolta non ci abbandonerà più…
www.sscnapoli.it
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