Juventus-Palermo 0-2 nel posticipo della 26/a giornata di Serie A. Reti di Miccoli e Budan. Rosanero volano al 4/o posto a 43 punti.
Un bel Palermo si impone su una Juve che pure era partita bene con occasioni per Candreva e Trezeguet. I rosanero controllano e vanno in vantaggio con Miccoli che al 60′ riceve al limite e con un destro a giro insacca all’incrocio. Sirigu salva su Chiellini. All’86′ Budan, appena entrato per Miccoli, intercetta un retropassaggio e raddoppia a porta vuota.
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Risultati finali e marcatori della 26.a giornata di Serie A.
Catania-Bari 4-0
Marcatori: 4´ Ricchiuti (Cat); 40´ Llama (Cat); 81´ Maxi Lopez (Cat);
90´ Martinez (Cat)
Chievo-Cagliari 2-1
Marcatori: 33´ De Paula (Chi); 51´ Astori (Cag); 78´ Granoche (Chi)
Genoa-Bologna 3-4
Marcatori: 8´ Suazo (Gen); 11´ Busce’ (Bol); 18´ Sculli (Gen);
28´ Adailton (Bol); 38´ Suazo (Gen); 57´ Adailton (Bol); 79´ rig. Adailton (Bol)
Juventus-Palermo 0-2
Marcatori: 60´ Miccoli (Pal); 82´ Budan (Pal)
Lazio-Fiorentina 1-1
Marcatori: 8´ Siviglia (Laz); 92´ Keirrison (Fio)
Livorno-Siena 1-2
Marcatori: 10´ rig. Lucarelli (Liv); 78´ Calaio’ (Sie); 90´ Maccarone (Sie)
Milan-Atalanta 3-1
Marcatori: 30´ Pato (Mil); 42´ Pato (Mil); 56´ Valdes Zapata (Ata);
61´ Borriello (Mil)
Napoli-Roma 2-2
Marcatori: 59´ rig. Baptista (Rom); 65´ Vucinic (Rom); 75´ Denis (Nap);
90´ rig. Hamsik (Nap)
Parma-Sampdoria 1-0
Marcatori: 55´ Zaccardo (Par)
Udinese-Inter 2-3
Marcatori: 2´ Pepe (Udi); 6´ Balotelli (Int); 20´ Maicon (Int);
45´ Milito (Int); 50´ rig. Di Natale (Udi)
Classifica
Inter 58; Milan 54; Roma 51; Palermo 43; Juventus 41; Napoli 41; Sampdoria 40; Cagliari 38; Genoa 38; Fiorentina 35; Chievo 35; Parma 33; Bari 32; Bologna 31; Catania 27; Udinese 27; Lazio 26; Livorno 23; Atalanta 21; Siena 20
Prossimo turno 07/03/2010
Atalanta-Udinese; Bari-Chievo; Bologna-Napoli; Cagliari-Catania; Fiorentina-Juventus (6/3); Inter-Genoa; Palermo-Livorno; Roma-Milan (6/3); Sampdoria-Lazio; Siena-Parma
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Napoli: 26 De Sanctis; 14 Campagnaro, 77 Rinaudo, 28 Cannavaro; 11 Maggio, 23 Gargano, 5 Pazienza, 6 Aronica; 17 Hamsik, 27 Quagliarella, 7 Lavezzi. A disposizione: 1 Iezzo, 33 Rullo, 16 Zuniga, 18 Bogliacino, 21 Cigarini, 9 Hoffer,19 Denis.
All. Walter Mazzarri.
Roma: 32 Doni; 77 Cassetti, 29 Burdisso, 4 Juan, 17 Riise; 33 Brighi, 16 De Rossi; 11 Taddei, 20 Perrotta, 94 Menez; 9 Vucinic. A disposizione: 1 Lobont, 5 Mexes, 22 Tonetto, 13 Motta, 14 Faty, 24 Cerci, 19 Baptista.
All. Claudio Ranieri.
ARBITRO: Rizzoli di Bologna (Copelli-Di Liberatore. IV uomo: Celi)
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È passato tanto dall’ultima esibizione dell’argentino al San Paolo: cinquanta giorni. Lavezzi (nella foto) s’infortunò al 19′ del primo tempo di Napoli- Sampdoria, distrazione al bicipite femorale sinistro. Subentrò Denis e realizzò il gol dell’ultima vittoria degli azzurri al San Paolo. Sono stati cinquanta giorni di sofferenza per Lavezzi. È andato a curarsi al caldo di Buenos Aires. Ha masticato amaro senza calcio ma nel frattempo il Napoli era riuscito a parare il colpo e a portarsi in zona Champions anche senza di lui: una vittoria esterna (a Livorno) e quattro pareggi di cui tre a Fuorigrotta e tutti senza gol. Ora tocca a lui aiutare i compagni a uscire dall’astinenza. Tocca a lui seminare lo scompiglio nella retroguardia giallorossa. Mazzarri gli avrà chiesto di non eccedere in personalismi, di dialogare con i compagni, di essere anche concreto oltre che frizzante. Stava lavorando su questo prima che la sorte s’accanisse con l’argentino nel momento cruciale. Ma le attenzioni di Maradona, la disponibilità di De Laurentiis ad allungare il contratto, nonché l’affetto familiare ritrovato restituiscono al Napoli un giocatore rigenerato nel fisico e nel morale, un attaccante che non realizza tanti gol ma ne fa segnare tanti ai compagni. E Denis nulla obietterà se gli tocca partire dalla panchina per far posto a un connazionale determinante con le sue giocate. Anzi, il Tanque riesce a fare persino meglio quando subentra (gol al Milan ed alla Sampdoria).
Julio Sergio alcontrario non sarà a disposizone di Claudio Ranieri per la sfida esterna contro il Napoli di Mazzarri. L’estremo difensore giallorosso ha provato questa mattina a vedere se i muscoli della coscia fossero a posto, ma il dolore all’adduttore è nuovamente riemerso costringendo l’allenatore a scegliere Doni per la delicata sfida del San Paolo. La squadra ha lasciato l’albergo e si sta recando allo stadio dove alle 15 inizierà la sfida contro gli azzurri.
Se la storia poteva essere scritta in negativo, questo era il giorno giusto. L’Italia si giocava l’ultima chance per portare a casa una medaglia nello sci alpino e riscattare il pessimo bottino di Torino 2006 e tutti riponevano le loro speranze su Giuliano Razzoli.
L’azzurro infatti era in testa dopo la prima manche dello slalom sotto la neve, l’ultima gara dello sci alpino nei Giochi Olimpici di Vancouver.
Razzoli nella prima manche è autore di una gara perfetta, senza sbavature, e nonostante il pettorale numero 13 e la pista già un po’ rovinata, si mette davanti a tutti con il tempo di 47.79. Al secondo posto, in ritardo di 43 centesimi, c’è Mitja Valencic, mentre al terzo posto si trova l’inossidabile Benjamin Raich, con 54 centesimi di distacco.
Bene anche Manfred Moelgg, che è quinto con 85 centesimi di ritardo, mentre gli altri italiani sono vittime della nebbia che comincia a salire dal numero 16 in poi. Patrick Thaler accusa 2.74 secondi di ritardo, mentre Christian Deville esce. La stessa sorte tocca ad altri big, come Ted Ligety, Bode Miller, Felix Neureuther e Manfred Pranger.
Nella seconda manche non nevica più, la nebbia si è diradata, ma le condizioni della pista diventano presto pessime e cominciano ad arrivare le sorprese. Una di queste è Andre Myhrer, autore di una splendida prova che lo porta dal decimo posto a restare saldamente in testa fino alla discesa di Ivica Kostelic, quarto al termine della prima manche. Il croato fa meglio dello svedese e così bisogna attendere le discese di Benni Raich e Mitja Valencic. L’austriaco però passa lontanissimo dai pali e accusa un ritardo considerevole e sfila al terzo posto parziale. Lo sloveno poi pasticcia e frena in più punti, scalando addirittura al quinto posto provvisorio.
Tocca finalmente a Giuliano Razzoli, che parte alla grande e dissipa poco del vantaggio della prima manche; inevitabile perdere centesimi su una pista ormai fortemente segnata, ma Razzo va avanti e sul muro si limita a scendere senza prendere troppi rischi, ma lasciando correre. Nella parte finale aumenta il ritmo e riesce così a chiudere splendidamente primo, con 16 centesimi residui di vantaggio su Kostelic.
Arriva così l’oro nello sci alpino maschile dopo l’ultimo conquistato da Alberto Tomba ad Albertville 1992 nello slalom gigante. L’ultimo oro nello slalom, invece, risale a quattro anni prima e fu sempre di Tomba, a Calgary nel 1988. Quella gara era talmente “sentita” che persino la RAI stravolse il suo palinsesto e interruppe il Festival di Sanremo per mandare in onda la seconda manche, fortunatamente vincente.
Grandissimo dunque Giuliano: tutta l’Italia può finalmente festeggiare il suo primo oro e dirti grazie.
Finalmente Italia, la Scozia è battuta e il cucchiaio di legno del Sei Nazioni 2010 non entra in casa degli azzurri. In realtà la notizia sarebbe stata il contrario, cioè se la squadra di Mallett avesse perso: benchè reduce da sette sconfitte consecutive (2009 compreso) nel torneo più antico del mondo, era la favorita di questo match, e non ha fatto altro che tener fede al pronostico. L’emozionante 16-12 finale è frutto di una matta voglia di vincere stavolta tradottasi in risultati concreti. La meta di Canavosio innescata dalla penetrazione di Canale e la precisione del piede di Mirco Bergamasco hanno fatto la storia della partita, e tanto basta.
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