Vancouver 2010: Sci alpino, Razzoli l’oro dell’orgoglio.

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28 febbraio 2010
Autore: Sportivo

Se la storia poteva essere scritta in negativo, questo era il giorno giusto. L’Italia si giocava l’ultima chance per portare a casa una medaglia nello sci alpino e riscattare il pessimo bottino di Torino 2006 e tutti riponevano le loro speranze su Giuliano Razzoli.

L’azzurro infatti era in testa dopo la prima manche dello slalom sotto la neve, l’ultima gara dello sci alpino nei Giochi Olimpici di Vancouver.

Razzoli nella prima manche è autore di una gara perfetta, senza sbavature, e nonostante il pettorale numero 13 e la pista già un po’ rovinata, si mette davanti a tutti con il tempo di 47.79. Al secondo posto, in ritardo di 43 centesimi, c’è Mitja Valencic, mentre al terzo posto si trova l’inossidabile Benjamin Raich, con 54 centesimi di distacco.

Bene anche Manfred Moelgg, che è quinto con 85 centesimi di ritardo, mentre gli altri italiani sono vittime della nebbia che comincia a salire dal numero 16 in poi. Patrick Thaler accusa 2.74 secondi di ritardo, mentre Christian Deville esce. La stessa sorte tocca ad altri big, come Ted Ligety, Bode Miller, Felix Neureuther e Manfred Pranger.

Nella seconda manche non nevica più, la nebbia si è diradata, ma le condizioni della pista diventano presto pessime e cominciano ad arrivare le sorprese. Una di queste è Andre Myhrer, autore di una splendida prova che lo porta dal decimo posto a restare saldamente in testa fino alla discesa di Ivica Kostelic, quarto al termine della prima manche. Il croato fa meglio dello svedese e così bisogna attendere le discese di Benni Raich e Mitja Valencic. L’austriaco però passa lontanissimo dai pali e accusa un ritardo considerevole e sfila al terzo posto parziale. Lo sloveno poi pasticcia e frena in più punti, scalando addirittura al quinto posto provvisorio.

Tocca finalmente a Giuliano Razzoli, che parte alla grande e dissipa poco del vantaggio della prima manche; inevitabile perdere centesimi su una pista ormai fortemente segnata, ma Razzo va avanti e sul muro si limita a scendere senza prendere troppi rischi, ma lasciando correre. Nella parte finale aumenta il ritmo e riesce così a chiudere splendidamente primo, con 16 centesimi residui di vantaggio su Kostelic.

Arriva così l’oro nello sci alpino maschile dopo l’ultimo conquistato da Alberto Tomba ad Albertville 1992 nello slalom gigante. L’ultimo oro nello slalom, invece, risale a quattro anni prima e fu sempre di Tomba, a Calgary nel 1988. Quella gara era talmente “sentita” che persino la RAI stravolse il suo palinsesto e interruppe il Festival di Sanremo per mandare in onda la seconda manche, fortunatamente vincente.

Grandissimo dunque Giuliano: tutta l’Italia può finalmente festeggiare il suo primo oro e dirti grazie.

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