Una squadra già competitiva per la serie B, alcuni innesti di grande valore e la passione che da sempre lo accompagna: mancava solo la ciliegina sulla torta per il Napoli ed è arrivata con la prestigiosa vittoria sulla Juve in coppa Italia. Ora Aurelio De Laurentiis (nella foto al Trofeo Birra Moretti) può finalmente urlare le proprie certezze ai quattro venti: “E’ Napoli la nuova capitale del calcio”.
Sulle ali dell’entusiasmo il presidente azzurro vola con la fantasia e disturba la storia per annunciare la nascita di una nuova grande realtà: “Benvenuti a Napoli, culla e capitale del nuovo calcio italiano – ha dichiarato ai taccuini della Gazzetta dello Sport -. La città sta svolgendo un ruolo d’avanguardia che le appartiene. I primi carbonari partirono da qua nel 1820 e la sterzata per il nostro calcio è arrivata dalla procura partenopea”. Poi, De Laurentis ritorna sul pianeta terra e spiega la strategia, senza risparmiare punzecchiature al commissario Guido Rossi: “Noi puntiamo sempre allo spettacolo e a riempire lo stadio. Dispiace che non tutti se ne accorgano. Un galantuomo come Rossi, ad esempio, poteva anche venire a vedere Napoli-Juve per capire l’aria che si respira da queste parti”. Da Rossi a Calciopoli e al nuovo corso del nostro calcio il passo è breve: “Lui e Matarrese dovrebbero andare a braccetto invece di litigare sui giornali. A Rossi dico che si è persa un’occasione per rivedere i format. Penso a una formula tipo Nba creando tornei sulla base dei bacini d’udienza. L’ho detto anche a Cobolli Gigli, la Juve in B è un’ingiustizia come lo e’ stata la C per il Napoli”. La responsabilità dello scandalo che ha investito il calcio italiano, a suo parere, non cade sugli ex dirigenti bianconeri: “Sono convinto che la responsabilità del marcio fosse dei dirigenti di Lega e Figc”.
Dal Napoli agli scandali, dagli scandali di nuovo al Napoli: “Con un badget dieci volte inferiore abbiamo battuto la Juve – prosegue De Laurentis -. Tutto ciò perche’ noi puntiamo sulla competenza del ds Marino e sulla valorizzazione dei giovani più interessanti, come Calaio’”. De Laurentis rilevò il Napoli nel 2004 in serie C, strappandolo al fallimento. Ora si punta alla serie A, ma il vero obiettivo del produttore è riportare gli azzurri in Europa e tra le grandi del calcio italiano.
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