L’album è quel prato, con dodici anni racchiusi nell’ora e mezza, il pallone che rotola portando con sé ricordi belli e brutti e fotogrammi sparsi tra i fili d’erba. Udinese-Napoli, Pierpaolo Marino (nella foto) contro Pierpaolo Marino, attraverso un passato più o meno remoto ch’è Friuli e San Paolo, gli stadi d’una esistenza che riemerge nel derby del cuore, il testimone che passò da una mano all’altra nel settembre del 2004, quando dopo il Friuli ci fu il San Paolo.
E allora: Udinese-Napoli, la partita di Pierpaolo Marino…
«Da guardare con oggettività, stavolta andando oltre il tifo e ignorando il cuore. Il sentimento lo lascio ai romantici».
Però, esistono le storie…
«Questo Napoli che va in campo domenica l’ho costruito io. Ma due anni fa, e anche l’anno scorso, prima della gara di Udine dissi che quelle erano le uniche gare in cui mi isolavo dal contesto e non mi schieravo. Al Friuli c’è una delle pagine più belle della mia vita, uno striscione nella curva dei fedelissimi che mi inneggiava come uomo e come manager. Orgoglioso di ciò».
Ritratti di presidente: Giampaolo Pozzo.
«L’Udinese sono i Pozzo, famiglia splendida che mi ha accolto come uno di casa. A loro resto molto legato».
Aurelio De Laurentiis…
«Dal giorno in cui sono andato via, non ci siamo mai più telefonati. D’altro canto, visto l’epilogo, non c’è alcun motivo per sentirci».
È finita come nessuno avrebbe sospettato.
«È finita e lasciamo stare come. Mi sento come uno che ha allevato una creatura e che poi se l’è vista sottrarre. L’ultimo acquisto fatto in piena autonomia è stato De Sanctis, ho restituito al calcio italiano un professionista e un uomo di spessore. È per quello che fu detto a lui dal presidente – nell’intervallo a San Siro – che sono andato via. Per difenderlo».
Il Napoli non è solo Lavezzi&Hamsik: ci sono Navarro, Zuniga…
« Intanto, non esistono uomini infallibili, né io ho mai pensato di esserlo; e poi, quante ne ho sentite in passato su giocatori che ora sono finalmente apprezzati. Al Napoli non ho mai fatto danni, non ho comprato né Sesa, né Husain, né Stojak, acquisti determinanti per il fallimento tecnico ed economico della società. Ho lasciato un bilancio sano, da primato».
Ha detto: Mazzarri ha rivalutato il mio lavoro.
«Gliene sono grato e penso che Mazzarri debba esserne un po’ a me, che gli ho lasciato un organico più forte della Samp di Palombo, Pazzini e Cassano. Questa è la squadra che l’anno scorso, all’andata, ha fatto 33 punti. E li ha fatti pure quest’anno. Una squadra con grossi valori».
La Champions è un obiettivo o una possibilità?
«Sarebbe un peccato, a questo punto, non conquistarla. Io ci spero e sono convinto che Mazzarri riesca a farcela. Mazzarri non è bravo, è bravissimo. E, scaramanticamente, aggiungo: l’ultima Udinese da me costruita – e lasciata a mercato chiuso per venire a Napoli – è arrivata in Champions. Se il precedente si ripete…».
da: Il Corriere dello Sport
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febbraio 5th, 2010 at 5:04 pm
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