RECCO – POSILLIPO 12-7
(2-2; 3-1; 5-3; 2-1)
RECCO: Tempesti, Giorgetti, Madaras 1, Mangiante, Kasas, Felugo 1, Di Costanzo 1, Angelini 3, Figari, Calcaterra, Udovicic 2, Marcz 4, Bencivenga. Allenatore: Porzio.
POSILLIPO: Negri, Janovic 2 (1 rig), Mattiello, Buonocore 1, Scotti Galletta 1, Bertoli, Gambacorta 1, Gallo 1 (rig), Baraldi, Zlokovic 1, Saccoia, Fiorillo, Antonino. Allenatore: Silipo.
ARBITRI: Bianchi (Roma) – Collantoni (Porto S. Stefano)
NOTE: nessuno uscito per tre falli . Superiorità numeriche: Recco 5/9, Posillipo 2/6. Spettatori: 1.200 circa.
RECCO – Pronostico rispettato: in un’atmosfera surreale nonostante la festa annunciata il Recco, lasciata per strada l’Eurolega, sfrutta il fattore campo, batte il Posillipo e si aggiudica il tricolore dopo una gara poco divertente ma che evidenzia, nei suoi momenti topici, il divario di esperienza che esiste tra le due formazioni.
Posillipo tosto e motivato quello che scende in acqua, è visibilmente contratto il team ligure: si legge sulle facce e si vede lontano un miglio che non ha smaltito la tremenda batosta europea. Al gol iniziale di Felugo, replicano Zlokovic e Janovic, e sono gol da applausi (1-2). Resta in gara la squadra di Silipo anche nel secondo parziale nonostante la doppietta di Marcz (4-2) ma in precedenza per due volte a Scotti Galletta non riesce a battere Tempesti, prima in controfuga e poi con l’uomo in più. Quattro azioni consecutive d’attacco del Posillipo sfumano perché vengono fischiati falli in attacco e mentre il Recco allunga perché i suoi falli si trasformano in superiorità, a Zlokovic viene stranamente anche annullato una rete ai due metri che avrebbe avvicinato il Posillipo a meno uno.
Non è una bella partita, molto spezzettata, sul 5-2 la doppietta rossoverde firmata da Gambacorta e Buonocore illude i napoletani (4-5), ricacciati indietro da una rete di Marcz e una di Madaras: con il passar del tempo, il Recco acquista scioltezza e allunga nel punteggio favorito da un paio di amnesie difensive dei rossoverdi e dalla loro cattiva percentuale con l’uomo in più.
Debutta in ‘A’ il baby Mattiello, Antonino prende il posto tra i pali di Negri, a inizio quarto tempo i padroni di casa hanno messo il risultato in cassaforte (10-6): sulle braccia di Tempesti si spengono i tiri forzati dei napoletani e così la gara va in archivio. Lo scudetto finisce al Recco che prova così a metabolizzare il suicidio europeo, i complimenti ai rossoverdi e al loro maestro Silipo, protagonisti di una stagione esaltante: la loro finale vale almeno quanto uno scudetto.
POSILLIPO – PRO RECCO 5-11
(0-3; 3-4; 0-1; 2-3)
POSILLIPO: Negri, Janovic 1 (rig), Mattiello, Buonocore, Scotti Galletta, Bertoli, Gambacorta, Gallo 1, Baraldi 1, Zlokovic 2, Saccoia, Fiorillo, Antonino ne. Allenatore: Silipo.
PRO RECCO: Tempesti, Washburn, Madaras 1, Mangiante 1, Kasas 2, Felugo, Di Costanzo 1, Angelini 1, Figari, Calcaterra 1, Udovicic 2, Marcz, Bencivenga 2. Allenatore: Porzio.
ARBITRI: Peris – Stampalija (Croazia)
NOTE: espulso Mattiello nel quarto tempo. Nessuno uscito per tre falli. Superiorità numeriche: Posillipo 3/8, Recco 6/12. Spettatori 4.000 circa.
NAPOLI – Il Recco vince anche gara 2: stavolta si impone alla “Scandone” gremita da 4.000 spettatori. Un altro spot promozionale per la waterpolo che parte da Napoli: a dimostrazione che si giochi a Casoria o Fuorigrotta, in regular-season o play-off, non fa differenza visto che il ritrovato entusiasmo intorno alla giovane squadra di Mergellina ha calamitato negli ultimi cinque mesi una media di oltre duemila spettatori a partita.
La piscina gremita, un arbitraggio all’altezza di una finale scudetto e la voglia dei posillipini non bastano contro la corazzata ligure, che ipoteca la partita già nei primi otto minuti. Tesi, troppo, i napoletani e chiaramente anche inesperti nel gestire i momenti topici del match.
Si intuisce subito che non è il Posillipo di gara 1, quello che sciolto e tranquillo aveva messo alle corde il Recco nei primi due tempi. La squadra di Silipo è contratta, sbaglia parecchio in fase d’impostazione e la prova sono i tre passaggi errati ai due metri che innescano le ripartenze degli avversari. In una di queste, dopo la prima metà frazione a reti bianche, Udovicic rompe il ghiaccio e inaugura le reti avversarie, imitato di lì a poco da Angelini e Calcaterra.
Il primo parziale (0-3) è un fardello già troppo pesante per i ragazzi di Silipo, che non smaltiscono la tensione, come testimoniano le quattro azioni consecutive con l’uomo in più fallite, due delle quali prima ancora di tirare. Janovic va a segno per la prima volta su rigore (1-4) ma subito dopo la doppietta di Kasas è una mazzata impossibile da digerire, soprattutto dà la svolta definitiva al match: 1-7 a due minuti dalla fine del secondo tempo.
Silipo chiama time-out, chiede ai suoi di puntare sull’orgoglio, di giocare con maggiore scioltezza: la doppietta di Zlokovic (nella foto) rende meno amaro il passivo (3-7) ma non spaventa il Recco che, forte della sua panchina ricca e di qualità, può in pratica schierare un’altra formazione a ogni cambio. Così, senza forzare più di tanto e approfittando dei tanti errori dei padroni di casa, i liguri abbassano il ritmo e gestiscono il risultato dall’alto della loro esperienza, dilatando il vantaggio con una superiorità di Bencivenga ma non con Marcz, che tecnicamente non fa una bella figura: se ne va in controfuga da solo, arriva solo dinanzi a Negri, fa mille finte ma poi si lascia ipnotizzare dal giovane portiere.
Quarto round aperto e chiuso dai gol rossoverdi di Gallo e Baraldi ma il Recco ha già messo il risultato in cassaforte da tempo.
Finisce male gara 1. E non perché il Posillipo perde. Ma perché a rovinare la serata sono gli arbitri.
Il primo tempo, in pratica, è già una partita. Accade di tutto negli otto minuti iniziali, che sono dominati dal Posillipo. Tranquilli, sciolti, gli uomini di Silipo mentre i padroni di casa sono visibilmente più contratti. Tre dei quattro gol napoletani vengono su rigore e scatenano la reazione dei liguri: nella bolgia il primo a rimetterci è Calcaterra, che viene espulso dall’arbitro Taccini per comportamento anti-sportivo (ha il corpo unto di olio e pertanto sfugge alla presa degli avversari).
Janovic dai cinque metri fa tris, poi va a segno anche Bertoli e i primi otto minuti si chiudono sul 3-4 perché a tenere a galla il Recco ci pensa l’ex Udovicic con una doppietta.
Evidentemente tre rigori per il Posillipo sono troppi, a giudicare dal metro arbitrale che i due fischietti adottano a partire dal secondo round: decisioni sempre a senso unico, come testimonia un dato eloquente che poi si trascina per il resto del match: al Recco viene fischiato in favore il triplo dei falli ed è un fatto abbastanza singolare visto che non dispone nemmeno del centroboa titolare, espulso. Oltre ad alcuni controfalli, quando i napoletani hanno il possesso palla, nelle fasi cruciali.
Ma non sono questi i fischi allucinanti quanto invece la brutalità sanzionata a Varga nel secondo parziale, che sa tanto di compensazione: dare ai padroni di casa il vantaggio di giocare quattro minuti con l’uomo in più è una decisione cervellotica. Il Recco, ovviamente, ringrazia e poco alla volta ricuce lo svantaggio e nel terzo parziale, durante il quale vengono espulsi anche Silipo e Porzio (resta impunito invece il recchellino Pizzo che arriva al contatto fisico con l’arbitro Paoletti), mette da parte un vantaggio sufficiente con le tre reti dei tre ex Udovicic, Felugo e Di Costanzo (9-6).
I liguri amministrano nel quarto tempo, il Posillipo non ha più la freschezza per tentare la rimonta e le espulsioni fischiate a favore sono tardive e anche queste compensative. Reclamo preannunciato dai rossoverdi a fine gara contro la brutalità fischiata a Varga e per eventuale errore tecnico, perchè nel primo tempo è stato consentito a Tempesti, sanguinante, di rientrare in vasca, senza aver scontato prima la sostituzione. Sabato gara 2 alla “Scandone”: si spera in un arbitraggio almeno normale.
POSILLIPO – SAVONA 12-9
(5-3; 3-2; 1-3; 3-1)
POSILLIPO: Negri, Janovic 5 (2 rig), Mattiello 1, Buonocore 1, Scotti Galletta, Bertoli, Gambacorta, Gallo 2, Baraldi, Zlokovic, Saccoia 2, Varga 1, Antonino ne. Allenatore: Silipo.
SAVONA: Pastorino, Varellas 2, Fiorentini D., Morena T., Morena N., Rizzo, Mistrangelo 1, Ragosa 1, Whalan 1, Onofrietti, Aicardi 2, Fiorentini G. 1, Conti. Allenatore: Mistrangelo.
ARBITRI: Bianchi (Roma) – Riccitelli (Roma)
NOTE: espulsi Whalan per brutalità nel quarto tempo e Buonocore per comportamento antisportivo. Usciti per tre falli Onofrietti nel primo tempo, Morena T. nel terzo. Superiorità numeriche: Posillipo 5/14, Savona 3/11. Spettatori: 2.500 circa.
CASORIA – Il Posillipo rispedisce Savona al mittente ed è in finale: 21 volte su 25 nella storia dei play-off, mai nessuno ha raggiunto questi livelli. Se la vedrà con il Recco, prima gara martedì in Liguria: il pronostico è tutto dalla parte dei campioni d’Europa ma i rossoverdi scrivono stasera una pagina importantissima della loro gloriosa storia.
Le due facce di una serata straordinaria, con 2.500 spettatori che spingono il Posillipo verso la vittoria e la finale. I napoletani giocano con il cuore, gli avversari sui nervi e sulle provocazioni: due modi diversi di interpretare la sfida, due spot differenti per la waterpolo, questione di stile.
Silipo conferma:
Intensità pazzesca già nel primo round: botta e risposta tra Varellas e Janovic in apertura, a distanza di pochi secondi, a uomini pari. Poi la doppietta di Gallo mette un primo doppio vantaggio (3-1) a favore dei napoletani, che innervosisce il Savona nonostante il 2-3 di Varellas: i partenopei avrebbero l’opportunità di allungare ancora perché usufruiscono di una doppia superiorità ma accade il fattaccio. Mistrangelo rifila una gomitata a Buonocore che l’arbitro Riccitelli non vede: il difensore, sanguinante, esce dalla vasca ma i rossoverdi trovano comunque le energie per allungare ancora con un rigore di Janovic (4-2). Gli ospiti perdono Onofrietti, fuori per tre falli, ma non mollano niente e accorciano ancora con Whalan.
L’equilibrio persiste anche per buona parte della seconda frazione: il Savona si affida alle controfughe per restare agganciato al match e con due reti a uomini pari siglate da Rizzo e Aicardi, replica al gol di Saccoia. Proprio a fine parziale, Janovic su rigore e Varga in superiorità regalano il massimo vantaggio (8-5).
Il terzo tempo è dei biancorossi di Mistrangelo: il Posillipo si blocca in attacco con l’uomo in più e realizza solo con Buonocore per il più tre (9-6) ma l’uno-due di Fiorentini G. e Mistrangelo avvicina minaccioso il Savona prima dell’ultimo parziale (8-9).
Fiorentini G. tira sul palo il pallone del possibile pareggio e sull’azione successiva, Janovic dalla distanza trova ancora la via della rete (10-8): il Savona è alla canna del gas, la gara è contratta, i rossoverdi falliscono cinque superiorità consecutive ma trovano il gol della sicurezza con Saccoia che a uomini pari sorprende Pastorino (11-8). I nervi del Savona crollano definitivamente quando Whalan si fa espellere per brutalità e così Janovic ha tutto il tempo per siglare il quinto centro personale della serata.
Al Savona resta solo il tempo di perdere anche la faccia: Ragosa realizza una rete inutile, insulta Negri alzandogli contro il dito medio e urlando poi “terroni” quando esce dalla vasca. Un gesto miserabile che qualifica un perfetto sconosciuto.
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