La partita tra il Gela JT e il Napoli si e’ caratterizzata per i tanti messaggi che pubblico, amministrazione comunale, societa’ calcistica e associazioni di volontariato hanno voluto lanciare. Si e’ andati dalle riunioni dei comitati antiracket e antiusura e le magliette ‘Io non pago il pizzo’ indossate da tutti i calciatori in campo, alla promozione della donazione del sangue, con un pallone regalato per ogni flacone donato. All’inizio della partita ha poi fatto bella mostra di se’ uno striscione da 50 metri che i circa 300 tifosi del Napoli hanno disteso sulla gradinata in occasione del minuto di silenzio in onore dello scomparso allenatore del Genoa, che fu anche del Messina e della squadra partenopea, Franco Scoglio: ”Addio Scoglio, professore di un calcio nostalgico”. Quindi c’e’ stata la clamorosa protesta degli ultras ospiti ma anche di quelli locali, contro il prezzo dei biglietti della partita, ritenuto troppo alto. I napoletani, parafrasando il promo contro le estorsioni e l’usura, hanno lasciato esposto per tutta la gara due grandi scritte: ”Il vostro racket? I nostri 20 euro”, cioe’ il costo del biglietto; ed ancora ”20 euro per un ticket… No, al racket!”. Nella curva ‘Angelo Boscaglia’, occupata dalla tifoseria locale, altro striscione: ”No al caro prezzi”. Si e’ pagato 30 euro in tribuna, con ”ridotti’ da 20 euro. Venti euro anche per gradinata e curva, ma senza ‘ridotti’. Il cassiere ha detto che gli spettatori paganti di Gela JT-Napoli sono stati 2.380 per un incasso di 52 mila euro. ”Per una volta, in un campionato di C1 e con il Napoli in campo – ha spiegato il direttore sportivo, Nicolo’ Ferrante – un piccolo sacrificio ai tifosi del Gela si puo’ anche chiedere”. Ai partenopei arrivati a Catania in treno e in nave, il sindaco di Gela, Rosario Crocetta, ha fatto trovare una colazione a sacco, un biglietto di benvenuto e messo a loro disposizione alcuni pullman con i quali hanno raggiunto lo stadio gelese ‘Vincenzo Presti’ e poi hanno fatto ritorno nella citta’ etnea. Tutto si e’ svolto senza incidenti. Tanto che Crocetta ha detto alla fine: ”E’ stata una festa di sport e di civilta”’.
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